Giuseppe Magni e lo Storicismo, la mostra dedicata alla maiolica italiana

Giuseppe Magni la maiolica italiana dello Storicismo”  #GiuseppeMagni

Palazzo Ducale – Via della Cattedrale, 1 – Gubbio di Gubbio 

24 novembre 2017 – 20 maggio 2018

Orari di apertura: tutti i giorni 8.30-19.30. Lunedì chiuso

Tel: 075 9275872

Sito web: polomusealeumbria.beniculturali.it

Mail: pm-umb.palazzoducalegubbio@beniculturali.it

 

 

 

 

 

 

 

GUBBIO – Il curatore Ettore Sannipoli le ha selezionate ad una ad una scegliendole da diverse collezioni pubbliche e private, ed ora eccole tutte insieme, esposte all’interno di un maestoso edificio rinascimentale. In totale sono 64 opere tra piatti, targhe, anfore e vasi, tutte espressione dell’arte maiolica dell’Ottocento.

Questo il contesto in cui trovano i visitatori della mostra “Giuseppe Magni la maiolica italiana dello Storicismo” inaugurata al Palazzo Ducale di Gubbio lo scorso 24 novembre e aperta fino al 20 maggio 2018.

 

 

Voluto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e organizzato insieme dal Polo Museale dell’Umbria, dalla Fondazione CariPerugia Arte e dall’Associazione Maggio Eugubino, e con il patrocinio del Comune di Gubbio, il percorso espositivo offre dunque una panoramica completa sulla ceramica italiana dello Storicismo, contesto culturale nell’ambito del quale Magni operava e di cui era uno dei massimi rappresentanti.

Il curatore Ettore A. Sannipoli ha concepito un percorso espositivo che si compone di 64 opere, di cui 32 realizzate dall’artista eugubino provenienti in parte dalla sua collezione personale di recente acquistata dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e in parte da altre collezioni pubbliche e private di Gubbio.

Si tratta di piatti e targhe i cui soggetti principali sono i modelli celebri dell’arte italiana dal Quattrocento all’Ottocento, con speciale predilezione per opere di estrazione classicistica. Accanto alle sacre raffigurazioni, compaiono soggetti mitologici, allegorici, storicistici e d’ispirazione letteraria. Non mancano riferimenti municipalistici, ritratti di personaggi illustri e quant’altro. Personalissima e di notevole effetto è poi la scelta dei motivi ornamentali dei piatti e delle targhe, sempre diversi e di grande ricchezza decorativa: da quelli d’impostazione classicheggiante, ad altri con arabeschi, motivi fitomorfi e geometrici, medaglioni, nastri svolazzanti. Tra i lavori più significativi ci sono i piatti con “Laura del Petrarca” – opera scelta come immagine della mostra – con la “Madonna del Belvedere” e con la “Sacra Famiglia”.

Le altre 32 opere – anch’esse conservate in collezioni private eugubine –  sono invece produzioni di fabbriche italiane dello Storicismo e dell’Eclettismo tardo ottocentesco o del primissimo Novecento. La scelta ha interessato la produzione dei principali opifici storicistici attivi nell’Italia mediana, tra i quali vanno ricordati la manifattura Ginori di Doccia, la fabbrica Cantagalli di Firenze, la società Achille Farina di Faenza, la fabbrica Angelo Minghetti di Bologna, le Ceramiche Artistiche Molaroni di Pesaro, le ceramiche Pio Fabri di Roma.

 

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