“Fuori le mura”, lo sguardo sull’Umbria delle periferie

PERUGIA – “Fuori le mura” è uno sguardo sull’Umbria che esce dai centri storici per scoprire le periferie e dare voce all’inascoltato. Un progetto realizzato da Emergenze per la Fondazione Cariperugia Arte che si sviluppa in cinque minidocumentari che narrano l’Umbria che vive e respira nelle campagne, nei borghi e nei luoghi più sconosciuti.

I cortometraggi integrali, realizzati da Alberto Brizioli, sono stati realizzati in occasione del percorso espositivo “L’#UmbriaSulloSchermo“, la mostra sulla storia del cinema e della fiction ambientati in Umbria allestita a Perugia, Palazzo Baldeschi al Corso, fino al 15 gennaio 2017.

  1. Il  primo video, girato alla Stazione Fontivegge di Perugia.

2.  Una gita fuori porta sulle rive del nostro Lago Trasimeno, per scoprire quel che rimane della realtà dei pescatori del posto. A fronte di più di 500 famiglie che qualche decennio fa si sostentavano grazie alla pesca, oggi rimangono soltanto una trentina di pescatori sparsi nelle varie zone di attracco. Abbiamo deciso di raccontare la loro storia.

3. Il terzo episodio di Fuori le mura va alla scoperta dell’Umbria dell’olio e del vino.

Abbiamo seguito alcune delle fasi produttive dell’Azienda agraria Moretti Omero, a Giano dell’Umbria, per osservare da vicino ciò che succede prima che questi prodotti, tanto tipici della nostra regione, arrivino alle nostre tavole.

4. Le acciaierie di Terni

Oggetto di questo episodio sono le acciaierie di Terni: unica grande realtà industriale della regione e assoluto punto di riferimento per la popolazione del ternano.

Una città dentro la città, come dicono alcuni per spiegare le dimensioni mastodontiche degli stabilimenti.

Abbiamo avuto la fortuna di esplorare questi luoghi, conoscendo le storie di chi vi lavora e trascorre gran parte della propria giornata.

 

5. Convento di Monteripido

L’ultimo capitolo di “Fuori le mura” è dedicato alla spiritualità. Siamo tra le mura del convento di Monteripido, un luogo che si divide tra la routine spirituale dei frati e l’ospitalità confusionaria degli studenti. Un’occasione di godere, oltre che di suggestive vedute su Perugia, di parole che ci educano al silenzio e alla meditazione.

 

 

 

 

 

 

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