Bernard Aikema e il suo Hieronymus Bosch

PERUGIA – Ha esordito in tono scherzoso comunicando ai presenti che il tema da lui trattato non era perfettamente in linea con il titolo dell’incontro e che, pertanto, se qualcuno fosse stato deluso da tale fuori programma sarebbe stato più che scusato se avesse lasciato la sala.

E invece sono rimasti tutti ad ascoltare la interessantissima conferenza che si è tenuta ieri in una Sala delle Colonne di Palazzo Graziani piena di persone arrivate per ascoltare l’intervento di Bernard Aikema inserito nel programma del ciclo “Arte e potere” organizzato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e dalla Fondazione Cariperugia Arte.

Professore ordinario di Storia dell’Arte Moderna presso l’Università di Verona, lo studioso si è soffermato sul singolare universo pittorico di Hieronymus Bosch, artista bizzarro a cui Aikema ha già dedicato due importantissime mostre – a ‘s-Hertogenbosch, città dei Paesi Bassi, e al Museo del Prado di Madrid – protagonista di un altro importante progetto espositivo che verrà inaugurato a Venezia a febbraio 2017.

Inferno, mostri, sogni: senza le parole chiave usate in quasi tutte le descrizioni a partire da quelle italiane e spagnole del ‘500 per tratteggiare le opere di Bosch, secondo Aikema “vi lancio una provocazione ma a me piacciono le provocazioni e quindi le faccio”, ha detto, l’artista non sarebbe stato ammesso al Pantheon dei più grandi artisti al mondo così come lo è adesso insieme a Leonardo, Caravaggio, Rembrandt.

Numerose le domande da parte del pubblico, che si è così dimostrato molto incuriosito dal tema, partecipe ed interattivo.

 

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